Il 2007 ha visto un ampliamento delle attività e delle tecnologie utilizzate.
In particolare, in collaborazione con cardiologi e cardiochirurghi, è stata estesa la terapia intensiva cardiochirurgica a pazienti cardiologici intensivi (shock cardiogeno) consentendo la messa a punto e l'applicazione di un protocollo shock dipartimentale.
A ciò si è aggiunto un potenziamento delle tecnologie con l'utilizzo dell'ECMO (extracorporeal membrane oxygenator) veno-arterioso come "bridge to decision" nello shock cardiogeno e l’applicazione dell'ECMO veno-venoso per via percutanea come dispositivo di assistenza respiratoria extracorporea (1 caso trattato con successo) nelle gravi insufficienze respiratorie.